INVESTIRE IN ROMANIA ?

Nel 2013 il Pil della Romania potrebbe crescere finalmente dell’1% circa, confermando la ripresa dell’economia dopo anni di recessione segnati da una negatività che ha avuto inizio nell’anno 2009. Essa rappresenta un esempio della strada che parecchi paesi dell’Est Europa (e dei Balcani in particolare) hanno seguito. In un primo tempo, gli investitori (anche italiani, in larga misura) hanno guardato all’intera regione come a una terra di opportunità e di crescita ma le difficoltà dei mercati dell’Europa Occidentale e del deficit europeo hanno affossato anche l’economia della Romania, definita la Tigre dei Balcani sino alla fine del 2008, per il suo alto tasso di crescita e per il potenziale percepito dagli investitori esteri, con un Pil che in quegli anni cresceva ancora ad un ritmo impressionante dell’8-9%. Ma nel 2009 abbiamo assistito ad un completo rovesciamento di prospettiva con una recessione fortissima calcolata in ben -7% del Pil e, nel 2010 l’economia ha perso ancora l’1,6%, per poi recuperare del 2,5% nel 2011 e dell’1,5% nel 2012. I dati fondamentali sono in miglioramento: il Pil potrebbe aumentare dell’1,1% mentre il rapporto deficit/Pil diminuirà al 2,7 per cento. I dati resi pubblici di recente dalla Banca Centrale della Romania indicano che gli investimenti diretti netti sono aumentati nel 2012, per la prima volta dopo il 2008, del 18,7% rispetto al 2011, arrivando a 2,14 miliardi di euro. Per gli investitori, rimane tuttavia penalizzante la qualità dell’infrastruttura romena che è l’ambito più carente dell’economia. Infatti oggi è difficile che si investano le poche risorse disponibili in un Paese che non ha di fatto infrastruttura.
 
Detto questo, se si valuta la Romania come una possibile “location” estera per sviluppare le imprese, gli investitori stranieri debbono tenere presente alcuni fattori:
 
Posizione geografica strategica – Situata al crocevia tra l’UE, i Balcani e paesi della area di influenza russa, la Romania vede la congiunzione di tre corridoi di trasporto paneuropei importanti: il corridoio di collegamento tra Europa occidentale e orientale, il corridoio di collegamento del Nord e l’Europa meridionale e non ultimo il Danubio, facilitando il trasporto delle acque interne e che collega il porto rumeno di Costanza (il più grande porto sul Mar Nero) al Nord Europa, attraverso il fiume Reno.
Importante mercato di consumo in Europa. Con oltre 21,3 milioni di abitanti è il 7° più grande mercato europeo per numero di abitanti.
Forza lavoro qualificata – Il Paese offre anche manodopera qualificata, con una basilare conoscenza delle lingue straniere a prezzi competitivi.
Unione Europea – La Romania fa parte dal 2007 dell’Unione Europea ed è anche un membro della NATO. Come membro dell’Unione Europea la Romania adotta pratiche commerciali UE standard e regolamenti UE. La quota unica di tassazione sia sul profitto delle imprese che sul reddito delle persone fisiche è del 16% e sulle compravendite immobiliari è al massimo del 3% sul valore dichiarato.
L’Italia rappresenta il secondo paese, dopo la Germania, per volume complessivo dell’interscambio commerciale, con un totale di esportazioni e importazioni pari a circa 10 miliardi di euro nel 2010. Dagli ultimi dati resi disponibili dall’ICE (Istituto per il Commercio Estero) l’Italia è il primo paese per numero di aziende registrate in Romania con un totale di circa 29.500 aziende (il 17,4% del totale delle aziende estere) mentre detiene il settimo posto per importo di capitale investito.
Investimento Immobiliari – Dal 01/01/2012 i cittadini residenti nell’Unione Europea possono acquistare direttamente terreni senza essere obbligati a costituire una società per poterlo fare. Price Waterhouse Coopers ha dichiarato che “gli investimenti immobiliari in Romania si dimostreranno i più remunerativi nel medio/lungo termine per quanto riguarda l’intera Europa. L’attuale investimento immobiliare in Romania dimostrerà nei prossimi dieci anni un incremento pari a cinque volte il suo valore”.
Tutto ciò considerato, sussistono dei gli aspetti che comunque dovranno essere considerati come fattori di rischio. E’ importante sottolineare che la presenza in loco è fattore determinante e prioritario di successo: non è pensabile di potere gestire oggi un investimento e soprattutto un’azienda direttamente dall’Italia ed è quindi necessaria la presenza dell’imprenditore in maniera costante o di una persona capace e di fiducia che sia disposta a permanere per lunghi periodi all’Estero.
In questo senso per le piccole e medie aziende sono rarissimi i casi in cui ci si possa affidare come dirigenza e direzione a persone locali anche se appoggiate da consulenti esterni validi.
Un’altra considerazione porta a segnalare l’inopportunità di “appoggiarsi” a persone che non siano qualificate magari perché si è spinti dalla frenesia di ottenere solo lo sfruttamento del potenziale basso costo della manodopera ed i benefici della bassa imposizione fiscale. In Romania, come in Italia d’altronde, le aziende debbono essere gestite bene e per ottenere la produttività c’è da “monitorare” costantemente il personale nel complesso delle diverse attività.
 
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
 
1. La “spinta” ad un investimento comunque complesso come quello descritto non può avere un carattere di estemporaneità e neppure di “azzardo” ma deve nascere da parte della Proprietà (l’”investitore”) attraverso un impegno iniziale chiaro e forte con una maturazione progressiva per la quale può risultare utile l’affidamento a professionisti in grado di progettare e gestire la realizzazione del progetto nella sua globalità.
 
2. Rispetto ad altre opportunità di investimento maggiormente “esotiche” (vedi Cina ed Estremo Oriente) l’opportunità della Romania dà prospettive interessanti con una modalità “gestionale” più “leggera” e consona alle tradizionali caratteristiche della piccola e media imprenditoria italiana.
 
3. È essenziale operare comunque nell’ambito di uno studio di fattibilità corredato da opportuno e doveroso Business Plan ed affidare le proprie idee al confronto fattivo con una realtà consulenziale consolidata ed affidabile quale è CEDEC, onde evitare di trovarsi poi a gestire situazioni onerose e prive di sbocchi indolori per l’imprenditore.

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