CONOSCI TE STESSO !

Chi non ha mai sentito menzionare la frase che abbiamo scelto come titolo di questo scritto? Essa era iscritta sul frontone del tempio di Apollo a Delfi, massimo santuario dell’epoca greca antica, e riassumeva l’intera sapienza accessibile all’uomo: in termini moderni significherebbe che solo conoscendo profondamente se stessi si può raggiungere la realizzazione delle proprie potenzialità.
 
Questa situazione si ritrova curiosamente anche a livello di impresa: molte volte ci si imbatte in aziende che operano quasi per inerzia, sulla scia di quel che si è sempre fatto senza in realtà conoscersi a fondo. Cosa significa “conoscersi” per un’impresa? Significa innanzitutto avere ben chiari quali sono i propri oggettivi punti di forza e di debolezza, in modo da poter operare per sfruttare al meglio i primi e minimizzare o eliminare completamente i secondi.
 
Come per un individuo non è facile conoscere se stesso in modo obiettivo, una analoga difficoltà sussiste a livello aziendale: per questo motivo è più facile ottenere indicazioni utili da un osservatore esterno privo di condizionamenti e pregiudizi piuttosto che affidarsi unicamente alle riflessioni del personale (direzione e collaboratori) interno.
 
E’ possibile però avviare un percorso di “autoanalisi” seguendo alcuni principi base che possiamo riassumere come segue:
 
1) essi devono essere ricercati nelle principali aree aziendali, ad esempio: prodotti, mercati, organizzazione, controllo
2) i punti di forza e di debolezza devono essere entità oggettive/misurabili e non valutazioni o giudizi empirici
3) infine, devono dipendere unicamente da fattori interni
 
Vediamo alcuni esempi di individuazione di punti di forza o di debolezza secondo i criteri appena elencati.
 
Nell’area “prodotti” un punto di forza ovvio è l’unicità di uno o più prodotti del nostro portafoglio, o quanto meno la sua difficile riproducibilità da parte di eventuali concorrenti a causa del nostro know-how specifico, della presenza di nostri brevetti, dell’utilizzo di macchinari e/o materiali particolari non facilmente accessibili, ecc. Al contrario un punto debole a livello di prodotto è l’essere una “commodity”, ovvero un bene o servizio essenzialmente indifferenziato (per quanto riguarda le sue caratteristiche) che il cliente acquisisce sulla base di convenienza puramente economico/logistica (cioè compra dal fornitore più vicino che offre il minor prezzo).
 
Tuttavia si possono avere punti di forza anche operando nel mercato delle “commodity”: il principale di questi è l’efficienza (produttiva e logistica, ovvero di tutta la catena del valore – dagli acquisti alla distribuzione – ) che consente di portare al cliente il bene o servizio al minor costo e con la corretta tempistica.
 
Verifichiamo se gli esempi fatti rispondono ai principi base:
- l’unicità è una qualità di prodotto, è verificabile oggettivamente, dipende dalle caratteristiche dell’azienda (know-how, equipaggiamenti, accesso a specifiche risorse, ecc.)
- l’essere “commodity” è anch’essa una qualità di prodotto, è un dato di fatto oggettivo ed anch’essa dipende dalle scelte strategiche dell’azienda, che opera in uno specifico settore piuttosto che in altri
- l’efficienza è una qualità dell’organizzazione dell’azienda, può essere misurata in diversi modi (produttività, time to market, tempi di evasione degli ordini, ecc.) ed è modificabile attraverso scelte manageriali appropriate.
 
Non è questa la sede per addentrarci nello sviluppo della metodologia dell’analisi dei punti di forza e di debolezza, è però importante tener presente che un’analisi di questo genere, se condotta da professionisti esperti, ci può condurre ad una consapevolezza della situazione aziendale altrimenti non raggiungibile e, per suo tramite, ad individuare quei percorsi di sviluppo in grado di far emergere le potenzialità specifiche ed uniche dell’impresa che saranno il trampolino di lancio verso una nuova fase della sua vita.

Design by IDWeaver