DA ALCUNE REGIONI INCENTIVI PER LE PMI

Per arginare l’espatrio sempre più massiccio delle imprese italiane, che nonostante la c.d. exit-tax continuano a trasferire oltre confine le proprie attività, alcune Regioni si sono attivate proponendo alle PMI incentivi fiscali, al fine di trattenere sui propri territori, la parte più sana e caratteristica dell’imprenditoria nazionale. Questi incentivi si traducono ad esempio in riduzioni dell’IRAP, in alcuni casi anche delle imposte sui redditi, riduzione dei costi e dei tempi della burocrazia, accesso più semplice al credito e con finanziamenti a tassi agevolati. A ben vedere, queste iniziative, oltre a dare la possibilità alle aziende nostrane di rilanciare la propria competitività, ha anche l’evidente obiettivo di frenare un esodo che è sinonimo all’estero di un fisco ed una burocrazia opprimenti e scoraggianti per le aziende operanti nel nostro paese.
 
Vediamo quali sono state le principali iniziative realizzate o in corso di attuazione in alcune importanti regioni italiane.
 
Lombardia
In questa regione, fondamentale per l’economia nazionale si sta dando l’avvio a concreti progetti di semplificazione per chi vorrà aprire un’impresa sul territorio e sostenere quelle iniziative innovative che avranno la possibilità di resistere e competere nel mercato globale e questo si traduce in un progetto che prevede zone a burocrazia zero, ridurre il carico fiscale per le imprese neo-costituite e facilitare l’accesso al credito.
 
Piemonte
In Piemonte dal 2010 è attivo il Piano Competitività, realizzato per attrarre capitali esteri e per favorire il rientro di imprese che hanno espatriato o delocalizzato in tutto o in parte la propria attività e anche per attrarre PMI da altre Regioni.
 
Emilia Romagna
E’ proprio di questi giorni, la notizia dell’approvazione da parte dall’Assemblea legislativa di questa regione della legge su “Attrattività, competitività e promozione degli investimenti in Emilia-Romagna”. Il cui obiettivo principale è quello del rilancio degli investimenti pubblici e privati attraverso: la stipula di accordi per l’insediamento e lo sviluppo di nuove imprese, la riduzione del carico burocratico, agevolazioni fiscali per nuove imprese innovative, sostegno all’aggregazione e al rafforzamento dei Consorzi fidi per il credito, un premio regionale per la responsabilità sociale d’impresa, varie misure di contrasto delle delocalizzazioni produttive, nonché la promozione degli investimenti nel quadro delle programmazioni settoriali della Regione.
 
Trentino Alto Adige
Le Province autonome di Trento e Bolzano azzerano l’IRAP per i primi 5 anni di attività delle nuove imprese. Nella regione sono state assunte anche iniziative per la riduzione ala metà dell’avviamento e per l’erogazione di contributi biennali sulla locazione immobiliare.
 
Veneto
L’anno scorso il Veneto ha siglato una convezione con Confindustria per sperimentare le zone a burocrazia zero, percorsi telematici e buone prassi in materia di edilizia produttiva, ambiente e rifiuti. Inoltre la grande maggioranza dei comuni di questa regione virtuosa ha avviato un percorso di semplificazione amministrativa, in questo modo vengono garantiti tempi più rapidi e certi per la conclusione dei procedimenti, maggior trasparenza ed una interessante riduzione dei costi amministrativi che normalmente gravano sulle imprese.
 
Friuli-Venezia Giulia
Similmente al Veneto, il Friuli-Venezia Giulia ha dato vita ad un portale per informatizzare le procedure relative all’insediamento, all’avvio e allo svolgimento di attività produttive e di erogazione di servizi.
 
ZFU (in Calabria, Campania, Sicilia e Puglia)
Per microimprese (meno di 10 dipendenti e giro d’affari inferiore ai 2 milioni di euro), PMI (meno di 50 dipendenti e fatturato inferiore ai 10 milioni di euro) e professionisti (che svolgono l’attività in forma di impresa e quindi sono iscritti al Registro Imprese) delle Zone Franche Urbane (ZFU) in Regioni Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Sicilia e Puglia) e Comuni della provincia sarda di Carbonia Iglesias sono previste esenzioni e riduzioni sulle imposte sui redditi fino a 100 mila euro in 5 anni, IRAP fino a 300 mila euro in 5 anni, IMU per 4 anni e contributi sul lavoro dipendente nella misura del 100% per i primi cinque anni, del 60% dal sesto al decimo anno, del 40% per undicesimo e dodicesimo, del 20% per il tredicesimo e quattordicesimo anno. Il tutto ovviamente in relazione alle risorse disponibili e alle richieste che saranno inoltrate e, soprattutto, accettate.
 
Per concludere occorre rimarcare un concetto ben preciso, ossia che al di là delle agevolazioni o degli incentivi che si possono dare alle imprese, le stesse difficilmente potranno essere competitive ed equilibrate in assenza di una cultura imprenditoriale che nel nostro paese è sempre stata data per scontata, mentre la verità è che differentemente rispetto ad altri paesi la nostra imprenditoria è sempre stata basata su criteri determinati dal “naso” e nel migliore dei casi dal buon senso dei nostri eroici piccoli e medi imprenditori, che rappresentano il tessuto forte della nostra economia. Con i tempi che corrono, però, i suddetti criteri hanno drammaticamente dimostrato i loro limiti e le aziende un tempo floride hanno cominciato a vacillare proprio a causa dell’assenza di quella fondamentale cultura che dovrebbe permeare l’attività aziendale e che invece nelle PMI nostrane e spesso latitante. Si assiste troppo spesso a situazioni in cui imprenditori esperti nel loro settore, pur incentivati dal punto di vista fiscale o in altro modo, agiscano e prendano decisioni basandosi sull’intuito e sull’esperienza invece di governare le loro aziende con strumenti razionali su tutti i livelli: pianificazione e controllo, organizzazione, marketing ecc. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Quindi qualsiasi forma di incentivazione deve inserirsi in un sistema azienda efficiente e governato con consapevolezza, diversamente sarà del tutto inutile, perlomeno a permettere alle nostre aziende il salto di qualità che le stesse devono compiere per poter essere competitive sia nel mercato interno che in quello estero.

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