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Sarà Internet l’elisir in grado di ridare energia alla PMI in difficoltà? Diversi studi a livello internazionale sulle PMI in economie mature (Europa occidentale e Stati Uniti principalmente) sembrano sostenere questa ipotesi. I numeri base del fenomeno sono decisamente impressionanti: oltre due miliardi di persone hanno accesso regolare alla rete ed il volume d’affari trattato via e-commerce superava gli 8.000 miliardi di dollari già due anni fa. Nei paesi sviluppati oltre due terzi delle aziende sono in qualche modo presenti in rete e, per quanto concerne le PMI, circa un terzo di esse utilizza Internet in modo intensivo.
 
Per quanto riguarda il mercato italiano, nel 2011 la cosiddetta “internet economy” valeva oltre 30 miliardi di euro, con un incremento di oltre il 10% rispetto all’anno precedente e rappresentando il 2% del PIL. A titolo di confronto basti pensare che siamo allo stesso livello di agricoltura, utilities e ristorazione!
 
Anche le stime di crescita sono impressionanti: fra il 13 e il 18% annuo nell’arco del periodo 2009-2015, ma quali sono le caratteristiche che dovrebbero indurre le PMI italiane a sfruttare sempre di più la rete? Essenzialmente tre: un tasso di crescita maggiore e più veloce rispetto a chi non è presente attivamente su Internet, la possibilità di una migliore ottimizzazione dei processi della value-chain (dagli acquisti alla vendita), l’elevata penetrazione di smartphone e tablet (l’Italia è uno dei paesi leader in Europa per numero di smartphone).
 
In particolare, il secondo punto può non sembrare ovvio: al riguardo è bene sapere che in termini di produttività l’incremento derivante dall’adozione di strumenti e processi che sfruttano le potenzialità della banda larga sono stati stimati in un +10% per le aziende di servizi, ma anche in un +5% per le aziende manifatturiere, cifra che non è facile raggiungere neppure con metodi “tradizionali” di riorganizzazione.
 
Una utile classificazione è quella che divide le aziende in tre categorie:
 
online attive – svolgono attività di e-commerce e webmarketing
online – hanno un sito Internet, ma non svolgono e-commerce o webmarketing
offline – non hanno un sito
I risultati di un’analisi sul tema mostrano che, nel periodo 2009-2011, le aziende online attive hanno registrato un incremento medio di fatturato pari all’1,2%, mentre le online e le offline hanno subito cali di fatturato (rispettivamente pari al -2,4% ed al -4,5%). Inoltre il 65% delle online-attive ha rilevato incrementi di produttività contro il 28% di quelle online ed il 25% di quelle offline.
 
I principali fattori di miglioramento individuati sono stati un miglioramento del targetting della comunicazione, una diminuzione delle spese totali di marketing, un incremento della collaborazione con i clienti per lo sviluppo prodotti, la possibilità di raggiungere facilmente una clientela internazionale. Un ulteriore area dalle promettenti prospettive è quella dei servizi post-vendita, per i quali l’utilizzo della rete può consentire drastici abbattimenti di costi logistici.
 
I trend in evidente sviluppo sono l’accessibilità continua e la possibilità di integrazione di smartphone e tablet con l’infrastruttura informativa aziendale: se ancora non l’abbiamo fatto, è il momento di approfondire il discorso con i professionisti del Cedec e scoprire come internet può, per la nostra azienda, trasformarsi in…moneynet!

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